LIBRO: Le Sepolture Principesche nel Lazio

LE SEPOLTURE PRINCIPESCHE..., L’ERMA DI BRETSCHNEIDER, 2003 – LAZIO 

Dato che gli Etruschi pensavano a una vita oltre la morte del defunto, la tomba era concepita come una nuova casa, dotata di un corredo di abiti, di ornamenti, di oggetti d’uso quotidiano, e, insieme, di una scorta di cibi e bevande di cui egli si sarebbe servito. Il resto era un arricchimento e poteva variare a seconda del rango sociale del defunto e delle possibilità economiche degli eredi, e anche in relazione alle usanze e alle mode dei luoghi e dei tempi[1]. Si poteva così modellare la tomba nell’aspetto sia pure parziale o soltanto allusivo della casa, e dotarla di suppellettili[2], arredi, e magari affrescarla sulle pareti con scene della vita quotidiana o dei suoi momenti più significativi

A differenza dei Romani, che esibivano le loro tombe ai margini delle vie consolari, gli Etruschi, costruivano i loro edifici funebri sotto terra o, se in superficie, li celavano alla vista ricoprendoli di tumuli di terra. Le tombe generalmente erano poste in aree, necropoli, al di fuori delle cinte murarie delle città. La tomba etrusca da inumazione, tendeva a riprodurre l’abitazione del defunto fin nei minimi particolari, compreso l’arredamento interno, mentre le più antiche urne cinerarie, erano spesso costruite in forma di capanna], con pali in legno e tetto di paglia volto a ricreare uno stretto rapporto con la dimora del morto. ( Wikipedia )

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